La Nuda e il Corno alle Scale

Da Pian d'Ivo (1190 m) l'itinerario sale dapprima per una larga strada forestale (segnavia Cai 323-327) attraverso un rimboschimento a conifere; dopo alcune curve si stacca sulla destra il sentiero 327 che sale ripido con poche curve, tra la faggeta e macchie di abeti e larici, fino a uscire dal bosco e proseguire, con un tratto molto panoramico, nelle praterie e nei vaccinieti che rivestono la parte sommitale del versante occidentale della Nuda (1828 m), dove si arriva dopo circa due ore e mezza di cammino. Seguendo il sentiero di crinale (segnavia 129) verso sud, si scende al passo del Vallone (1700 m) e risalendo gli spettacolari e impegnativi Balzi dell'Ora si raggiunge Punta Sofia (1939 m), la più settentrionale delle tre cime del Corno. La salita è complicata dalla presenza di un fondo roccioso che può diventare molto insidioso se umido o coperto di neve e ghiaccio. Da Punta Sofia si scende tra prati e brughiere a mirtillo costeggiando l'Alpe di Rocca Corneta e i campi da sci. In prossimità dell'arrivo di un seggiovia, il sentiero piega a destra e ci si collega al sentiero 335 per passare, attraverso la Porticciola, nella vallecola del rio Piano. Tagliando diagonalmente il versante, si scende fino alle sorgenti del Cavone, dove si incontra il sentiero 337 che scende senza difficoltà dal passo del Vallone e rappresenta una possibile alternativa per abbreviare il percorso (di circa un'ora) ed evitare i Balzi dell'Ora. Dalla sorgente si scende in breve attraverso la faggeta fino al laghetto artificiale a lato del rifugio Cavone. Risalendo per un breve tratto l'ampia zona a parcheggio antistante il rifugio, si ritrovano sulla destra le indicazioni del sentiero 337, che scende nel bosco fino a una traccia più ampia. Scendendo a destra si incontrano poco oltre le indicazioni che conducono alle cascate del Dardagna. Giunti alla base dell'ultimo salto, si supera il ponticello sui rio Piano e si sale per un breve tratto, evitando il sentiero che a sinistra scende verso Poggiolforato, fino a raggiungere un'ampia traccia forestale (segnavia 331) che a sinistra, con alcuni saliscendi, conduce al santuario di Madonna dell'Acero; da qui con un breve tratto di strada si ritorna a Pian d'Ivo.