Durata: 2 h
Lizzano in Belvedre - Strada comunale Vidiciatico/Lizzano - Percorso CAI 125 - Lizzano in Belvedere Il percorso (CAI 125B) parte dalla strada panoramica che collega Lizzano in Belvedere con Vidiciatico. Si sviluppa a mezza costa sul versante nord di Monte Pizzo con dislivello minimo fino ad incrociare il percorso CAI 125 e scendere nuovamente all'abitato di Lizzano. Lungo questo sentiero sono situati sette casoni: sono i metati, denominati localmente "casoni", ossia costruzioni in pietra dove erano essiccate le castagne che in seguito venivano portate al mulino per ottenerne farina, prodotto meglio conservabile e maggiormente versatile nell'utilizzo in cucina. Il "sentiero dei sette casoni" riveste un'importanza storico-culturale fondamentale in quanto la castanicoltura, fino a pochi decenni fa, era una delle principali attività per gli abitanti del Comune di Lizzano in Belvedere. Al castagneto venivano prestate le cure colturali di un frutteto; anche il sottobosco veniva costantemente ripulito per facilitare la raccolta delle castagne e mantenuto inerbito, per evitare fenomeni di erosione superficiale. Tutti i popolamenti a dominanza di castagno oggi presenti nel parco derivano da un'azione antropica mirata esclusivamente alla coltura di varietà da farina (come: Pastanesa, Lòiola, Sborgà). Il sentiero che collega i vari casoni era in origine una piccola mulattiera, in quanto l'impervietà dei versanti e la zona poco agevole non hanno reso possibile la realizzazione di un'adeguata viabilità forestale in grado di facilitare il trasporto di mezzi, uomini e castagne. All'inizio del sentiero, dopo essere passati attraverso un recente rimboschimento di conifere (abeti rossi e douglasie), si raggiunge il primo casone, forse il meglio conservato. La piccola costruzione conserva un tavolino e sedie in pietra nella parte anteriore, ottimo punto di sosta nel bel castagneto attiguo al casone. Il percorso procede verso il secondo casone nel quale è doverosa una sosta per ammirare i secolari castagni piantati a semicerchio attorno all'edificio. I segni di una malattia sono ben riconoscibili sui fusti degli alberi: il fungo Chryphonectria parasitica responsabile del cancro corticale del castagno sta provocandone il disseccamento dei rami e talvolta dell'intera pianta. Lungo il percorso si notano anche piccole palizzate in legno di castagno, opere di ingegneria naturalistica finalizzate alla difesa del territorio dal rischio idrogeologico. Proseguendo si incontrano in successione il terzo, il quarto ed il quinto casone. Nei pressi del quarto casone è ancora visibile lo spiazzo di una piccola carbonaia. Il quinto casone presenta un elemento architettonico suggestivo: un tetto in lastre di pietra che scende fino a toccare il terreno. Siamo all'incrocio con il percorso CAI 125 che sale da Lizzano verso Monte Pizzo. Il nostro itinerario lo segue in discesa verso Lizzano in Belvedere per incontrare gli ultimi due casoni, un po' scostati rispetto al sentiero; densi cespuglietti di primule e fiori di erba trinità qua e là ci indicano che siamo giunti quasi alla fine del percorso, a pochi minuti dal paese.