Durata: 5 h
Rifugio Cavone - Passo Del Vallone - Balze dell'Ora -Punta Sofia Passo Dello Strofinatoio - Lago Scaffaiolo - Rifugio Malghe - Cavone Il sentiero, dal Cavone (1.424 m) verso il Passo del Vallone, risale i gradoni nascosti dal bosco e costituiti da antichi depositi glaciali lasciati da un ghiacciaio di modeste dimensioni. In poco tempo si arriva al Circo del Cavone, circo glaciale wurmiano risalente a circa 10.000 anni fa: il piccolo anfiteatro, fuori dalla faggeta prima di intraprendere la salita verso il Passo del Vallone, ospitava un ghiacciaio esteso tra il Monte La Nuda e il Corno alle Scale. Da qui il sentiero continua verso il Passo del Vallone, innalzandosi ripido e stretto; è questo un punto panoramico importante: nel periodo invernale è possibile distinguere con chiarezza la morfologia glaciale della zona. In inverno la neve, in estate i dossi erbosi sottostanti, aiutano a percepire la morfologia glaciale del circo del Cavone. Da qui il percorso CAI 129 procede in direzione del Corno alle Scale. La cresta delle Balze dell'Ora ci porta a salite di tipo alpino, soprattutto durante l'inverno. Giunti al passo ci si trova di fronte ai gradoni che salgono ripidi verso Punta Sofia (una delle tre "punte" del Corno alle Scale); la cresta è imputabile ad azioni di tipo tettonico, che su vasta scala hanno prodotto l'innalzamento della catena appenninica, e ad azioni di tipo glaciale, fenomeni di gelo-disgelo, che hanno portato a esaltarne la morfologia. Sulla cresta delle Balze dell'Ora si incontrano piante di piccole dimensioni e di particolare significato biogeografico, come la Saxifraga oppositifolia, essenza vegetale tipicamente alpina. Molte altre specie tipiche di latitudini settentrionali si rinvengono in questi luoghi, a testimonianza di fasi climatiche passate e che oggi concorrono a comporre uno straordinario giardino d'alta quota. Sul finire della salita delle Balze, dopo un ultimo "salto" di arenaria, si giunge al punto di raccordo con l'Alpe di Rocca Corneta, che ospita una vasta brughiera di mirtilli. Punta Sofia, la punta più settentrionale del Corno alle Scale, è un terrazzo naturale di prim'ordine, che permette di rivisitare le forme del paesaggio come in un filmato, facendoci ritornare indietro nel tempo, a quando una coltre glaciale ricopriva buona parte del comprensorio del Corno alle Scale. Le altre due cime (Corno alle Scale, 1.945 m e Punta Giorgina, 1.927 m) si possono raggiungere in tutta tranquillità procedendo sulla linea del crinale. Su queste praterie, soprattutto durante il disgelo primaverile, si osservano le gallerie scavate dall'Arvicola delle nevi, un piccolo roditore considerato un "relitto glaciale" e distribuito con popolazioni isolate solo sui rilievi più alti dell'Appennino.