Il passo, per secoli punto di confine tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana, venne utilizzato anche da fuoriusciti all'epoca delle lotte tra guelfi e ghibellini e dai contrabbandieri di sale e altri prodotti allora soggetti a dogana (la tradizione spiega così l'origine del curioso toponimo). In questa zona il bosco raggiunge la linea di crinale, che si sviluppa a una quota di circa 1500 m, con macchie di faggi dalle forme contorte perché modellati dal vento o col tronco incurvato alla base per il peso della neve. Una breve deviazione in territorio toscano conduce al rifugio situato in una conca riparata a valle di un rimboschimento di abeti rossi e abeti bianchi. Nella prateria che riveste il crinale fioriscono garofani, iperico, ventaglina, cariofillata montana, carlina bianca, genziane e numerose altre erbe montane. Dal manto erboso emergono gli antichi cippi confinari con incisa la data di collocazione.